Me
Certe volte, anche se forse non è bello dirlo, davanti allo specchio mi sorrido, e mi dico: "I'm a nice person". Non so perchè lo dica in inglese, forse mi sembra più cinematografico.
Se ho avuto una pessima giornata ma una persona è gentile con me, tiro fuori il sorriso migliore del mio repertorio. So ascoltare. Mi piace essere onesta. Sono divertente, mi piace fare tutto, sono generalmente allegra, piuttosto socievole e spontanea. Ho un buon livello di cultura, una discreta apertura mentale, e l'abitudine di distanziarmi da qualsiasi estremismo.
Ma non riuscirò mai ad amare veramente qualcuno, perchè amo troppo me stessa, sono egocentrica ed egoista, ho difficoltà a rapportarmi con le persone disabili e dico "negri" (ma non sono razzista). Ho migliaia di paranoie e manie, non riesco assolutamente a bere l'acqua dalle tazze. Sono permalosa e penso che nessuno sia veramente alla mia altezza. Appena qualcuno mi fa un complimento mi gonfio come un tacchino, e mostro tutta la mia vanità e superbia senza un minimo di decenza. Preferisco il sesso all'amore. Prendo in giro la gente, anche in modo pesante, solo perchè gli altri apprezzino il mio sarcasmo. Faccio le cose solo perchè sono convinta di essere l'unica a saperle fare veramente bene. A volte mento agli amici. Mi scordo di telefonare, sparisco per mesi. Approfitto del divorzio dei miei per fare tardi la sera almeno quando sono da papà. A furia di chiudere porte ed aprire portoni ho rotto il muso a un sacco di gente che ho lasciato indietro.
"Guess I'm not really that nice."
Amo
Amo fare shopping come ogni beneamata ragazza, le parigine, le scarpe e le calze. Amo fumare le mie Chesterfield Blu dopo averle accese con dei fiammiferi, bere Vodka Lemon, leggere, scrivere, ballare in biancheria intima sul letto, cantare, correre per la spiaggia di Sestri Levante con gli amici dopo una sana sbronza, la letteratura russa, fare colazione in accappatoio, le amache, i cani, i gatti, l'odore dei libri nuovi, l'autunno, la seta, il violino e il pianoforte, l'Espressionismo, la mia camera rossa, i gigli, il piumone, il cibo messicano, la pizza, Dylan Dog, le lenzuola fresche, fare la doccia nuda all'aperto, l'odore del deodorante, i profumi orientali, gli uomini snelli e muscolosi, la fotografia e la mia macchina fotografica, le lingue, la filosofia, la musica techno, la pubblicità del profumo di Gautier, "Casta Diva" della Norma, camminare a piedi scalzi, la palestra, la doccia della palestra, l'odore della pioggia, il nudo artistico, piangere davanti ai film, parlareparlareparlare, Visual Game, Caravaggio, Dalì, Johnny Depp, Clive Owen, Jude Law.
E come scrissi nel mio precedente blog: amo me stessa, non sono mica scema.
Odio
Un sacco di cose, forse troppe. Gli scarafaggi, il pesce, la mancanza di igiene, i cattivi odori, il disordine (ma nella mia camera sembra sia scoppiata una bomba..), le urla, mangiarmi le unghie, le cose umide. Bagnarmi le dita quando sciacquo i piatti, che qualcuno mi tocchi accidentalmente, specie in autobus, che la gente mi peschi nel piatto o che usi le mie cose senza autorizzazione, bere l'acqua da una tazza, la mancanza di autosufficienza, esser presa in giro o criticata (faccio dell'autoironia da sempre, c'è bisogno di rincarare?), quelli che non usano il congiuntivo, il tg5, gli estremisti, l'inedia, le persone vuote che non hanno alcun tipo di interesse, quelli che ti dicono che "no, non andrà come vuoi te" e che nemmeno ci provano, gli uomini di oggi, tutti profumati e senzapalle con la mammite, le ragazzine stupide che mi fanno pensare a quando ero piccina io, le bambine con i buchi alle orecchie e il bikini, che mi tocchino il naso, l'acqua della mia doccia che a un certo punto decide di essere fredda, i leggins, gli esistenzialisti, i francesi, il cioccolato alla frutta, i pantaloni che mi si bagnano quando piove, i buchi nella federa del mio cappotto, la tazza del cesso fredda alla mattina presto, non trovare il latte, l'odore di umido dei golf lavati in inverno, megavideo quando stronzeggia e mi dice che ho "già guardato 54 minuti e devo aspettarne 72", soprattutto quando non è vero.
Il Mio Cane Fa
Questa sezione prima si chiamava "Musica", ma siccome mi piace di tutto l'ho cambiata in "Il mio cane fa", come l'autrice di questo template aveva consigliato di fare. Il mio cane abbaia, sempre e comunque. Quando mangia certe volte si prende una pausa di riflessione, alza il muso e fissa il muro per un po'. Fa la cacca solo nelle aiuole, così non devo raccoglierla. Aggredisce i bambini. Sale sul mio letto solo quando glielo dico io, o quando non ci sono e gli manco. Sa circa 56 parole. E' più bravo a socializzare con gli umani che con i cani. Ha le zampette dietro incredibilmente storte e la barbetta bianca. Si addormenta sulle ginocchia di mamma. Mi manda a fare in culo con un abbaio speciale. Certe volte si addormenta sul suo tappetino a pancia in su, con le zampe tutte tirate e le orecchie in fuori. Quando si incanta, il labbro inferiore scivola mostrando i dentini, e sembra un deficiente. Mi da i bacini sulle orecchie o sul naso (è l'unico ad avere il permesso).
Libri
1984 (George Orwell), Il Maestro e Margherita (Mickail Bulgakov), La Storia (Elsa Morante), Cent'Anni di Soltudine (Gabriel Garcia Marquez), Molto Forte, Incredibilmente Vicino (Jonathan Safran Foer), 11 Minuti (Paulo Coelho), Dell'Amore e di Altri Demoni (Gabriel Garcia Marquez), Notti Bianche (Fjodor Dostoevskij), Follia, Il Morbo di Haggard, Grottesco, Trauma (Patrick McGraath), Kitchen (Banana Yoshimoto), Non Buttiamoci Giù, Tutto per una Ragazza (Nick Hornby), Harry Potter (J.K.Rowling), Sostiene Pereira (Antonio Tabucchi)
Film
Il Miglio Verde (Frank Darabont), Eyes Wide Shut (Stanley Kubrick), Ed Wood (Tim Burton), American Beauty (Sam Mendes), Confessioni di una Mente Pericolosa (George Clooney), The Million Dollar Hotel (Wim Wenders), Angel-A, Leon, Nikita, Taxxi (Luc Besson), Glen or Glenda (Ed D. Wood Jr), Pigreco il Teorema del Delirio, Requiem for a Dream (Darren Aronofsky), Sin City (Frank Miller), Zoolander (Ben Stiller), The Hours (Stephen Daldry), L'Odio (Mathieu Kassovitz), American History X (Tony Kaye), American Psycho (Mary Harron), Arsenico e Vecchi Merletti (Frank Capra), Moulin Rouge (Baz Luhrman), Boys Don't Cry (Kimberly Peirce).
Sforacchiate In My Mind
- Ci sono uomini che non sanno far altro che starsene con le dita nel naso, e altri uomini che io però non conosco.
- A furia di non fare domande deficienti si rimane ignoranti.
- Ho un cuore troppo grande per amare un solo uomo alla volta.
- La distrazione è un'arte, aiuta ad eliminare il superfluo.
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Eudaimonia in caldo maiale e compl...
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Nel giorno di domenica, 06 settembre 2009, alle ore 16:00

Ho dovuto infilare un pezzetto di carta su per il culo del mio portatile. Beh, in realtà fra la cornice superiore e lo schermo; ma avrei voluto infilarglielo su per il culo, se ne avesse avuto uno. Devo stare molto attenta a muoverlo, anche quando scrivo, perchè saltano i contatti e l'unica cosa che posso vedere sullo schermo è una sorta di inutile aurora boreale. Ultimamente salto da un uomo all'altro. Anzi, a dire la verità sono gli uomini che con me ci saltano una volta sola. Non che io sia un'insalata... io sono un pasto completo. E' solo che ultimamente sono tutti a dieta. Nella mia stanza entra puzza di smogh. Ieri ho deciso che era arrivato l'autunno, così mi sono rimessa i jeans con grande scontento della mia inquilina-di-sotto. Oggi abbiamo litigato e mi ha costretta a mettermi una gonna. Sì, però che palle. Stasera devo anche uscire. Mangio biscotti, aspetto che arrivino questi esami. Domani devo di nuovo chiamare un milione di persone. Ricominciare con frenetico tran tran, a litigare con i miei genitori, a sbattermi fra impegni che non sono certa di mantenere. Che futuro oscuro! Meno male che a ottobre mia madre parte. E che lui è sempre con me, come un'ombra. Niente a questo mondo scalfirà le mie certezze.
Ovviamente scritto da Eleonora
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Nel giorno di giovedì, 27 agosto 2009, alle ore 15:06

E' stata un'estate intensa, volata via come lo sciacquone del cesso.
Flussh.
Una vacanza faticosa, un discretissimo via vai di maschi.
Interessante la mia evoluzione, ora sono una donna. Mentre ieri piangevo ho sentito un balzo nel petto. Quella debolezza sfibrante che all'inizio dell'anno mi aveva regalato un ragazzo, ora la sentivo solo per me. Ero triste per me. Niente uomini, niente "altri". Ero solo io che piangevo di me stessa. Mi sono sentita felice.
Ho letto molti libri, è stata una vacanza faticosa e isterica. Ma mentre tenevo la luce accesa fino a notte fonda non sentivo altro che l'aria, senza ansia nè angoscia. Ho aspettato per tutta la vita, ed è diventata la mia natura. Non è cambiato nulla, e sono felice. Tranquilla e felice, con me.
Ho modificato il mio futuro fino ad arrivare a prendere una decisione, e ora conosco tutti i miei passi. Due lavoretti, il pilates, il teatro, levarmi questa laurea dal cazzo, e poi L A. Il resto non conta.

Gabriel Garcia Marquez, fammi tua.
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Nel giorno di lunedì, 27 luglio 2009, alle ore 11:49

- Perchè, non ti hanno mai detto che sei bellissima?

- Oh sì. Ero nuda e con la bocca a meno di tre centimetri dai loro genitali.
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Nel giorno di domenica, 12 luglio 2009, alle ore 13:37

Porca puttana.
Una preda fantastica.
Bello come il sole.
Forse pure ricco.
Fumatore ma con classe.
Occhi verdi enoooormi.

Il Circolo degli Artisti porta sfiga.

(in conclusione, mi è sfuggito per una terribile incomprensione.
strafoccalabindellina.)
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Nel giorno di venerdì, 03 luglio 2009, alle ore 01:04

Melman viveva tutto solo in una piccola casa gialla di forma ovale. Era così piccola che lui ci stava diviso in tre pezzi, e la palma che doveva stargli in testa gli solleticava di continuo il naso. Un giorno sentì un tramestio, e la sua casa gialla di forma ovale parve illuminarsi. A un certo punto, dopo lunghi minuti passati a chiedersi da dove venisse quel colore brillante che quasi gli dava fastidio agli occhi, vide il soffitto della casa gialla sollevarsi fino a scomparire, e un mondo nuovo aprirglisi davanti agli occhi. Urlò, o almeno ci provò, quando sentì i suoi tre pezzi cadere per qualche metro fino a incontrare, fortunatamente, un suolo molto morbido e un po' ruvido. La prima cosa che Melman vide, o meglio la prima cosa che seppe riconoscere, fu il viso di un giovane uomo con un grande naso. Se avesse conosciuto la parola avrebbe pensato che quel naso era veramente "dantesco". Ma poi si concentrò sulla nuova sensazione che le dita di quel giovane uomo dal grande naso gli stavano dando: un senso di interezza. Era infatti tutto intero, aveva la palma in testa, e oltre al lungo collo sentiva sotto il proprio corpo. Guardò il giovane uomo che lo guardava, e lo vide prima pensieroso e poi un po' sorridente, di quel sorriso che hanno le persone quando pensano a una cosa gentile da fare. Melman finì poi in una grande casa di tessuto scuro, in mezzo a un grande odore di tabacco e col naso schiacciato contro delle chiavi. Lì nell'oscurità sentì la terra muoversi, voci diverse, quella di una ragazza e del giovane uomo, poi tanti tramestii e altre voci. Scoprì il rombo di una macchina, il rumore di passi, e la suoneria del cellulare del giovane uomo. Poi, di punto in bianco, quando si era addormentato e nel sonno aveva di nuovo perso il proprio corpo, sentì uno strano rumore, e rivide quelle mani che lo raccoglievano e lo rimontavano. Il giovane uomo parlava a una ragazza seduta accanto a lui, che ora rideva come una bambina mentre Melman finiva nelle proprie mani. Il naso della ragazza non era grande come quello del giovane uomo, notò Melman, ma strano comunque. In ogni caso non ebbe molto tempo per pensarci, perchè quei due nasi si accostarono, e la ragazza baciò ridendo il giovane uomo, che era felice perchè aveva fatto una bella cosa.
Ora Melman abita su un libro, e tutti i giorni vede la ragazza svegliarsi, vestirsi, piangere e affaccendarsi fra fogli, libri e computer. Prima gli capitava di vedere il giovane uomo, qualche rara volta.
Ora, di tanto in tanto, ne sente la mancanza.
Ovviamente scritto da Eleonora
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Nel giorno di giovedì, 25 giugno 2009, alle ore 13:16

Incontrò una macchia di sole e vi si posò. Aveva l’orlo dei jeans sporco di terriccio, e un vento che sapeva di spettri le intrecciava i capelli di foglie verdi. Fili biondi che si alzavano e si abbassavano a frustare le spalle. La tunica si tendeva all’indietro dipingendo le orme del suo corpo, fuggendo nell’aria che le impolverava il viso e gli occhi chiusi. Le lunghe ciglia bionde vibravano silenziosamente, e perle di pioggia vi si posavano nel mezzo, dipingendo lacrime, per un attimo di sensazione. La luce sfiorava le guance rosa, giocava con le lentiggini, riprendeva indietro un riflesso bianco di paura, polveri invisibili che entravano dentro di lei o si fermavano a riposare sulla curva del naso come nebbie scozzesi. Sollevò una mano molle a schermare il viso, le labbra dischiuse a raccogliere le parole della città lontana. Il vento cambiò e le alzò i capelli in una curva di violoncello, le punte a toccarle i contorni del viso, e la pioggia che le sventrava il cuore e li appiccicava sul volto con gli occhi chiusi. Il vento cambiò e lei si trovò avvolta in sé, in un nugolo di polvere e respiro, mentre la macchia di luce spariva e lei rimaneva nel buio.

 

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Nel giorno di domenica, 21 giugno 2009, alle ore 13:52

Suppongo che l'unico modo per tenersi un uomo sia lasciargli tenere tutte le donne che vuole.
Ovviamente scritto da Eleonora
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Nel giorno di giovedì, 18 giugno 2009, alle ore 03:15

Non mi abbandonai al pianto. Stetti lì per un po’, poi ripresi a giocare a carte accompagnando la partita con Queer as Folk, quinta e ultima stagione. A volte grattavo via zanzare invisibili e sentivo un lieve languorino che non avrei saziato. Non pensai nemmeno a chi chiamare il giorno dopo. Non pensai a niente, nemmeno a una sorta di ipotetica, raggiunta libertà. Se l’oro perde colore non è più altro che una pietra. Ma l’oro perde colore? O sono solo le pietre dipinte che scoloriscono alla pioggia? E quando ti ritrovi la pietra in mano, cos’è che te la fa infilare in tasca con nessuna espressione in viso, stringerla fra le dita, senza avere la voglia né di gettarla né di trovare nuovo oro? È la speranza, o la mancanza di speranza? Scrissi due righe e aspettai la notte più fonda per pubblicarle. Con la mia pietra in tasca.

 

Ovviamente scritto da Eleonora
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Nel giorno di domenica, 14 giugno 2009, alle ore 23:44

Mia madre mi ha raccontato che da piccola, avevo all'incirca due anni, mi abbassai il costumino al Circolo della Marina e pisciai sul prato. Ho sempre saputo che non si deve far pipì in piscina; che non è come il mare, che porta lontano la tua piccola corrente del niño disperdendola nell'acqua, e io lo sapevo fin da piccola, e sapevo anche che molte persone, invece, la pipì nella piscina la fanno eccome, a tutt'oggi. Beh, io lo sapevo, e sapevo anche che in condizioni di emergenza un prato andava bene. Così mi abbassai il costumino, e culo all'aria feci pipì davanti agli ufficiali, ai sottoufficiali, e alle mogli cornute. Dico cornute perchè quello è un brutto ambiente; tant'è che anche mia mamma era una moglie cornuta di un ufficiale. Mi ha detto che subito dopo ce ne andammo, perchè lei si vergognava troppo per rimanere.

Stasera c'è una bella brezza fresca, anche se adesso il portatile mi sta cuocendo le cosce. Tutto oggi, invece, il caldo mi sudava addosso nell'ennesima trottata di studio; un esame fatto venerdì, e sono di nuovo sulle pagine a prepararne un altro. Per cosa, poi? Io odio studiare. Senza parlare, poi, di quanto odi studiare per "futili motivi" (a proposito, hanno tolto la gelosia dai futili motivi che aggravano la pena per un omicidio; passo indietro? Meglio per me, direi.), come il dover prendere una laurea che non mi servirà a niente. Ogni pagina che sfoglio è un promemoria per il non futuro. Scherzando dico a mia madre che almeno un vestito da sposa lo sceglierò con lei, e ai miei amici che ci saranno abbastanza miei matrimoni da vederne uno buddista, o uno su una spiaggia, perchè no. La visione più ottimistica di me, nella mia mente, è una bella donna avvolta in una ricca vestaglia di seta blu che si ammazza di vodka aspettando che il marito torni dalle sue scappatelle. Le altre visioni lasciamole perdere.

Mi hai chiesto di parlarne, un giorno, e ti ho risposto di sì. Ma voglio che tu sappia che non ne parleremo mai, non certo io e te, perchè come si crea una nuova identità quando alle persone che ti stanno accanto devi continuare a spiegare la tua vera, vergognosa te? Mai e poi mai. E quando ci sarà lei, di nuovo, spero di essere abbastanza adulta da potermi rispettare.

Aspettando il giorno di dire a qualcuno che ho il cancro, per esempio, e ricevere coccole e attenzioni fino all'attesissima, solitaria morte.
"C'è solo la morte", qualcuno, un anonimo qualcuno, direbbe. E io gli risponderei: "Magari."
Sei anni di analisi buttati nel cesso, come i soldi per la prova pratica della patente di venerdì.

Ti amo, Gabriel Garcia Marquez.
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Nel giorno di lunedì, 01 giugno 2009, alle ore 09:59

Quando ti passano per la testa pensieri tipo "Dovrei dimagrire il collo", lo sai che la giornata andrà male. Quando non c'è il latte.
Quando piove a dirotto, e fa anche freddo, e ti sei rivoltata nel letto tutta la notte, sentendolo più vuoto del solito ('ché l'abitudine la prendi in un giorno), tentando di arrabattarti una protezione col lenzuolo che nemmeno ti arriva al mento.
Quando, spinta dall'orsite, decidi di non andare a studiare dalla tua amica, di rimanere a casa; e tua madre ronfa in camera sua, maledetta, e ti toglie ogni possibilità di solitudine. E il tuo cane ha deciso di pisciarti in camera anche oggi, non si sa se nel micro-intervallo mentre preparavi il caffè, o se ieri sera - solo per abitudine visto che l'hai portato fuori alle cinque, e poi alle dieci -, o se stanotte, dopo un'accurata lettura di Harry Potter che gli abbia permesso di smaterializzarsi, pisciare, e rimaterializzarsi nella sua stupida cuccia in cucina.
Quando aspetti i risultati di un esame da settimane, perchè devi decidere se sostenere l'orale o meno, ma nel frattempo devi preparare un esame per la settimana dopo e ti mancano tre libri, e poi due esami entro il due luglio, o finisci a settembre, e insomma, si parla di studiare un totale di sette libri, di cui cinque in sette giorni, e questo esame volevi farlo bene, volevi prenderci un bel voto alto, e invece no, no e no.
Quando ti fa male la gengiva sinistra superiore, perchè i denti del giudizio ci sono tutti meno uno, tolto ormai due anni fa, là sotto, e di tanto in tanto te lo fanno sapere; al tatto la gengiva è molle, uscirà e per un mese non potrò mangiare nè dormire dal tanto dolore? Chissà.
Quando ti si prepara un lungo viaggio (perchè anche da casa mia a piazza venezia, con 'sto tempo, sarà un lungo viaggio) con una fine incerta, costellata di dubbi: troverò ciò che cerco? andrà bene ciò che cerco? sarà tutto inutile? troverò il negozio? mi basteranno i soldi? - Probabilmente nessuna di queste cose.
Quando piove, piove, piove, stracazzo di piove, il caffè faceva schifo, hai ancora la nausea da ieri, sei triste e arrabbiata, pensi solo a una persona, e SAI che non c'entra niente, che complica solo le cose, però, perchè sparare mentalmente a una faccia è più facile di centrare un Occhio al centro di un Triangolo risplendente di luce. Cazzarola.
Ovviamente scritto da Eleonora
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